NO TAV una lotta del territorio

Varallo martedì 8 novembre 2005
Il 16 novembre 2005 in Valsusa sì terra una manifestazione contro la linea ad alta velocità, la “mitica” TAV, quella glorificata, anche sui nostri media locali, come la “panacea” economica di quest’epoca. Vediamo invece la realtà dei fatti: quella che non vi si racconta. La TAV sarà una sciagura ambientale per la popolazione della Valsusa, innanzi tutto perché è un’opera faraonica e assolutamente inutile dato che ad andar bene (in teoria) abbrevierà solo di 1 ora il viaggio da Torino ( o Milano) a Lione; in pratica però non ci sarà nemmeno quel risparmio di tempo, perché i convogli “ad alta velocità” NON AVRANNO LA POSSIBILITA’ DI ANDARE AD ALTE VELOCITA’ poiché tecnicamente, venendo da Milano, dovranno cominciare a decelerare GIA’ ALL’ALTEZZA DI NOVARA. Le conseguenze sulla popolazione della Valle a causa delle escavazioni e trapanazioni dei monti saranno DEVASTANTI, perché quelle montagne sono in pratica composte, per una percentuale elevata, di minerale d’amianto, ALTAMENTE CANCEROGENO (di fatto già adesso, a trapanazioni non iniziate, la percentuale di valligiani malati di cancro è anomalamente elevata). La cosa più interessante è che non ha senso spendere 21 miliardi d’euro in un’opera faraonica che sarà pronta solo nel 2018, quando con una spesa molto inferiore e con danni più contenuti all’ambiente si potrebbe semplicemente potenziare l’attuale linea con la Francia: tra l’altro già sono in corso lavori d’ampliamento di alcune gallerie per consentire al servizio di “feroutage” di trasportare, tra Italia e Francia, Tir di tutti i tipi per via ferroviaria. (Ricordando poi che la TAV non sarà un servizio di merci o pendolari, ma solo per poca gente disposta a pagare un oneroso biglietto). Tutto questo cosa dovrebbe interessare ai Valsesiani ? (non parliamo dei politici per l’amor del cielo), forse nulla, visto che non potrebbe aiutare un popolo che anno dopo anno si sta facendo sottrarre tutti i beni materiali e culturali (oltretutto ringraziando i politici con un ebete sorriso), o forse tutto, visto che potrebbero finalmente darsi un’onorabilità aiutando moralmente dei Valligiani che hanno le loro stesse richieste: decidere come, dove e in che modo vivere, senza che questo gli sia imposto dalla solita “testa grossa” che sale “dalla bassa”. Ma forse anche questa richiesta è tempo sprecato, forse ha ragione Lunardi a dire “’Non c’impressionano le fiaccolate di gente che non ha di meglio da fare’”, a Roma sanno che in montagna si nasce sì con i pugni chiusi….ma anche con la testa bassa.  I Valsusini in occasione del NO TAV la testa l’ hanno rialzata, e cosa di non poco conto l’hanno rialzata in modo trasversale, niente linee politiche, come invece molti “foresti” vorrebbero cavalcare ed usare a piacimento, per questo il MAV non chiede di partecipare come posizione autonomista, ma chiede anzi PREGA che i Valsesiani partecipino anche solo moralmente astenendosi dal lavoro il 16 -11-2005 in favore della popolazione Alpina della Valsusa come popolo Alpino della Valsesia, perchè solo aiutando si può in futuro sperare di essere aiutati , e di aiuto dalle altre Popolazioni Alpine ne abbiamo un gran bisogno.
Marco Giabardo per conto del direttivo M.A.V.

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