Quarto Livello- Recensione

Quarto Livello
(di A.Fogliato, R.Osta Sella, EOS, Novara, 2004)
Politica, economia, storia segreta sono abilmente e spregiudicatamente riuniti in questo libro al fine di tracciare per sommi capi la storia di un’arte del tutto particolare ma fondamentale: quella del condizionamento. Arte di influenzare il pensiero e le forme mentali umane che viene acutamente considerata, analizzata e poi inserita in un’ottica tale da tracciarne lo sviluppo storico dagli albori della civiltà conosciuta fino ai nostri giorni. Secondo la tesi portante del saggio, nella storia umana sono sempre esistiti singoli o gruppi di individui che hanno acquisito il comando sui propri simili attraverso l’invenzione e la diffusione di idee-guida, concetti forti con il potere di cambiare la visione del mondo ed il modo di pensare delle persone interessate. La capacità di potere creare, diffondere, sfruttare questi concetti è proprio l’essenza del “condizionamento”, capacità fondamentale che è riuscita, nel corso dei millenni, a produrre e guidare le più diverse civiltà; ed è proprio tale capacità la protagonista di questo libro che, affrontando la storia sotto questa particolare ottica, riesce a proporre interessanti e particolari punti di vista. L’analisi utilizza come punto di partenza la prima civiltà che ha lasciato testimonianze scritte, quella sumera, e si pone nell’ottica di tracciare lo sviluppo di un concetto fondativo di estrema importanza: il monoteismo. Questa civiltà infatti, pur vivendo in un contesto politeista ed onorando varie divinità , fu la prima ad elaborare un primo embrione di monoteismo, avendo ogni città un proprio dio particolare, protettore e custode unico della sua esistenza ed incolumità. Questo concetto (“ogni popolo, un dio”) comunemente accettato in un quadro politeista, sarebbe poi stato portato allo sviluppo da Abramo, che lo avrebbe applicato al gruppo di persone, che aggregatosi intorno a lui, si sarebbe deciso a seguirlo. La religione, filo conduttore ed elemento aggregante delle comunità umane, avrebbe quindi gestito per secoli i vari ambiti del potere, in forme più o meno differenziate ma sempre molto efficaci. A prescindere dal dato spirituale e metafisico, non in discussione, la forma monoteista si è sempre rivelata la migliore al fine della conduzione dei popoli. L’incontro-scontro tra il monoteismo e la cultura latina diede poi origine ad uno straordinario apparato di potere, che garantì stabilità al mondo occidentale per millenni, ricevendone in cambio potere e ricchezza. L’alleanza tra trono ed altare, apparentemente inattaccabile e che, sia pure con alterne vicende, gestiva un potere pressoché assoluto, incominciò a mostrare le prime crepe proprio verso la fine del medioevo, allorquando il sistema economico templare (basato sulla lettera di credito) dimostrò che il denaro unito ad una preparazione esoterica potevano creare un sistema di potere alternativo. Concetti ed idee che saranno poi sfruttati appieno da quel filone di cultura antagonista che troverà la sua espressione nel mondo delle cosiddette “società segrete” e che cercherà nel corso dei secoli la conquista del potere proprio partendo dalla produzione di ricchezza. Tale progetto organico di conquista si svilupperà tramite la “ricchezza virtuale”, ossia la circolazione (sempre più rapida) di valuta cartacea senza un vero controvalore materiale, che darà l’opportunità di creare un sistema di potere basato su capitali in movimento e su un sistema di indebitamento collettivo vieppiù oneroso. Da un punto di vista politico ad un azione di indebolimento dell’autorità spirituale avrebbe fatto da contraltare un’analoga corrosione del potere temporale dei sovrani di diritto divino, con relativa elaborazione di nuove forme di condizionamento sotto la forma delle varie ideologie moderne. Le società segrete, giunte poi ad un livello di potere enorme, con la capacità di fondare stati (USA, Italia), di conquistarne altri (Francia, Inghilterra) e di controllare gran parte della massa valutaria mondiale, non rinunciarono tuttavia alla forma monoteista ma, dopo averla opportunamente riadattata, la riproposero in forma immanente sotto forma di ideologia, esautorando la divinità e mettendo al posto d’onore l’uomo. La chiave del dominio mondiale passa proprio attraverso un rapporto diretto tra il potere ed il singolo, a tale scopo si spiegano gli attacchi portati contro le istituzioni umane deputate alla difesa della persona: la famiglia ed i popoli. Con i condizionamenti portati dalle ideologie moderne, infatti, queste strutture hanno subìto un attacco tale da porne in discussione la stessa esistenza. Il singolo, separato dalle propria famiglia ed escluso dalla coesione data dalla comunità, immerso nel sistema della ricchezza virtuale e dei suoi ritmi innaturali, offrendo solo la resistenza della propria individualità contro il potere unico globalizzante, diventa alla fine facile preda di un sistema di sfruttamento sempre più pervasivo; così si giunge alla contemporaneità, età di passaggio tra la forma di condizionamento a legittimazione trascendente (monarchie) e quella a legittimazione immanente (democrazie). In questo periodo di passaggio il vero potere non si esteriorizza ancora completamente, celandosi dietro forme più o meno elusive ed evanescenti. Saranno necessari ulteriori passi per il pieno sviluppo di tali forme: “Così la ricchezza virtuale, traboccante ed esuberante, entra in possesso anche dei cittadini; e ciò sarà tollerato fino a quando il potere non avrà la possibilità di essere totale, e non avrà più bisogno del rito del voto” [1] . Il mondo, per essere dominato globalmente ha necessità di essere organizzato in un solo Stato, con i relativi corollari di una sola moneta, un solo popolo, una sola religione. Per arrivare a questa meta, che coincide con un asservimento totale del consorzio umano, è necessario continuare l’opera di distruzione della famiglia e dei popoli, aumentare la massa debitoria dei singoli e degli Stati, aumentare le possibilità di controllo sulle azioni e sui pensieri della persona. Tale tendenza, ormai visibile a tutti, portando ad intravedere la meta finale, può anche suggerire le contromisure per cercare di opporvi una valida resistenza, contromisure che non possono essere altro che l’antitesi di quanto proposto dall’attuale cultura dominante: difesa della famiglia, dell’etnismo, dell’identità, della cultura popolare (folk-lore), tutte azioni da intraprendersi materialmente, sia come individui sia come associazioni, al fine di potere iniziare a tutti gli effetti una valida opera di liberazione. “L’amore per la propria terra, per il popolo a cui si appartiene, per la cultura nata da sacrifici immani e secolari deve essere recuperato perché solo se ci si identifica in un popolo si possono risolvere i problemi umani importanti: la suddivisione dei compiti senza sfruttamento, l’educazione dei figli senza condizionamento, la lotta contro le tentazioni rivolte a schiavizzare gli uomini, la giustizia infarcita di globalizzazione, il problema del sostentamento della vecchiaia, la difesa della dignità… Occorrerà del tempo, ma bisogna pur incominciare. [2]”
[1] A.Fogliato, R.Osta Sella, Quarto livello, EOS, Novara, 2004, p.242.
[2] Idem, p.286.
[Inviata da Freikorp]

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