Considerazioni sulle votazioni locali

Varal 14-05-2007
E’ tempo di elezioni. Si avvicina il giorno atteso dai candidati, quello che sancirà con il risultato del voto se si sono vinte o perse le elezioni. I candidati, in questi giorni, si muovono freneticamente alla ricerca di consensi. Si concentrano con una affabilità, che non hanno mai dimostrato in precedenza, su conoscenti, sui vicini e lontani di casa, insomma su tutti quelli che potenzialmente potrebbero votare per loro. Il voto! Già, perché dovrebbero dare il voto a chi fino a un mese dalle elezioni è stato un perfetto sconosciuto, nel senso di amministratore pubblico? Capita quindi che, a sorpresa, si venga salutati con inusitata cordialità da persone che fino a quel momento se ti incontravano per strada manco ti vedevano e ora invece…ti arrotolano in una nuvola di simpatici apprezzamenti; si informano sulla tua salute, sul tuo lavoro, come ti gira, insomma sembra che tu sia diventato il centro del loro amorevole interesse. Passano poi ai famigliari di cui – perbacco! – conoscono i nomi alla perfezione chiedendoti infine, se lo possiedi, notizie del cane. Concludono con la rituale consegna del santino elettorale, un saluto caloroso e la raccomandazione a ricordarti di loro al momento del voto; da quel momento sei sicuro che, vincitori o no, fino alle prossime elezioni non ti romperanno più. A Varallo, e in questa tornata elettorale, tutto questo rituale potrebbe essere evitato perché, sebbene le elezioni siano una conquista sociale inestimabile e che il diritto dell’opposizione di proporsi nell’espressione del voto è indiscutibile, il risultato più che prevedibile è sicuro. E sarebbe strano se non fosse così. Nonostante le divergenze di carattere ideologico e politico che ci distinguono dal Sindaco in carica non si può non apprezzare ciò che è stato fatto negli ultimi anni a Varallo. Si possono e si devono contestare, se occorre, i metodi e discutere le scelte, ma onestamente si devono riconoscere i meriti di chi ha lavorato. Denigrare e sminuire senza ragione ciò che di buono è stato fatto è solo una offesa alla intelligenza dei cittadini. Quindi per quanto la nostra compagine numericamente non possa impensierire gli innumerevoli estimatori di Buonanno abbiamo scelto di non prendere parte alla campagna elettore sia a favore che a sfavore. Però ci siamo e, nel nostro piccolo, all’occorrenza ci faremo sentire. Buon voto.
Il direttivo M.A.V.

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