Storia ribelle n°27 e il nuovo volume di Roberto Gremmo “Alle Spalle di Chanoux; separatisti e autonomisti nella resistenza Valdostana”

In questi anni abbiamo recensito con grande onestà intellettuale le ricerche storiche e la rivista quadrimestrale diretta da Roberto Gremmo, “Storia Ribelle”. Con grande soddisfazione vogliamo portare alla conoscenza dei lettori che la rivista storica, “Storia in rete” di luglio/agosto 2010, nella rubrica delle lettere e e-mail tenuta dal giornalista e storico Luciano Garibaldi in risposta ad un lettore che parlava della figura di Carlo Silvestri, un italiano completamente dimenticato, sulla vicenda dell’assassinio di Giacomo Matteotti e sulla figura di Amerigo Dumini componente della Ceka Fascista; nel suo lavoro Roberto Gremmo ha documentato l’appartenenza del Dumini, infiltrato fra i fuoriusciti in Francia e agente segreto che era tipo da eseguire ogni provocazione comprese quelle eventualmente dettate dalla grande loggia di Londra, tutto questo è passato nel silenzio tombale della grande stampa. Nel N° 27 di “Storia Ribelle” (primavera 2010) , vengono pubblicati i seguenti articoli e ricerche storiche :
  • Rinaldo Rigola e “i problemi del lavoro” nei rapporti dello spionaggio fascista;
fino ad:
  • Un partigiano valdostano ucciso dai Francesi dopo la liberazione.
Assieme ad altri importanti articoli, a dimostrazione che il “revisionismo” di Roberto Gremmo sé una continua ricerca caparbia della verità, che fa tanto paura “all’intellighenzia”di destra e sinistra. Nel nuovo libro “Alle Spalle di Chanoux; separatisti e autonomisti nella resistenza Valdostana”, il ricercatore biellese smonta un’altra verità ufficiale; il testo della carta di Chivasso in circolazione manca di un pezzo importante, anzi importantissimo, la parte finale dove si “esalta” la “Grande patria Italia” , in questo nuovo lavoro R.G. , ha rintracciato il testo integrale e autentico di questo importante documento sequestrato dalla polizia nella primavera del 1944 in casa di Emile Chanoux, facendo passare quest’ultimo come un separatista, falsando in modo non onesto il suo pensiero. Da questa nuova ricerca , basata su documenti inediti degli archivi di stato emerge un’altra verità che lascia sconcertati; piano piano le verità ufficiali sulla resistenza o guerra civile si stanno sgretolando; a quando anche la verità storica sulla resistenza o guerra civile Valsesia ? Penso che sarebbe ora. Nella tragica vicenda dell’arresto da parte dei fascisti di Chanoux va detto che quest’ultimo rischiava la pena di morte, perché un ingenuo (??) e “sbadato” agente segreto inglese gli aveva lasciato dei messaggi radio di carattere militare, che sequestrati dai fascisti gli poteva costare l’accusa di spionaggio. L’autore ha scoperto che questo agente ( morto nel dopoguerra in un misterioso incidente (??) aereo) fu causa involontaria dell’arresto a Milano di Ferruccio Parri capo della resistenza azionista. Ma si portano a conoscenza anche nuove notizie dello scontro fra autonomisti e separatisti , che portò nel 1945 i soldati Francesi a uccidere un comandante partigiano valdostano. Ancora una volta si dimostra che le vicende storiche sono sempre più complesse di come vengono raccontate. Gli eroi si contano sulle dita della mano anche nelle vicende della resistenza e di solito non sopravvivono alla storia. Argomento ostico per coloro che danno patenti di antifascismo soltanto se sei di sinistra, tutti gli altri non lo sono, a questi rispondo di studiarla approfonditamente, per loro era fascista anche il grande studioso e biografo di Benito Mussolini il compianto prof. Renzo De Felice, alla miseria umana non vi è limite. Continuo a pensare che se non si studiano i grandi movimenti politici di massa del 20° secolo ( fascismo, nazismo, comunismo e stalinismo ) e non si fa i conti con il proprio passato , il nostro paese e destinato a scomparire, perché abbiamo la memoria storica troppo corta; sono profetiche le parole di Emile Chanoux (1944) “ Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo, in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro.”
Francesco Sargentini

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