GLI AUTONOMISTI PIEMONTESI E DEL NORD OVEST DICHIARANO CHE CON LE RIFORME FARSA L’ITALIA NON PUO ESSERE FEDERALISTA

Viene organizzato a Turin per sabato 9 ottobre un primo incontro unitario di regionalisti e autonomisti piemontesi e del Nord Ovest per contrastare il dilagante micro nazionalismo fantasioso saldato al peggior aziendalismo speculatore che, irridendo ai principi costituzionali, gabella oggi per “federalismo” l’imposizione per tutta l’Italia di sistemi di governo deboli su scala locale per favorire lo strapotere di quello centrale. Come dimostra la centenaria lezione di civiltà della svizzera pacifica, prospera, neutrale e popolana il vero federalismo è possibile solo con un patto fra comunità con uguali diritti di autogoverno ma con sistemi economici che non siano “dipendenti” per impedire sudditanze e prevaricazioni. La realtà spagnola fa comprendere che negli Stati sorti da un triste passato centralista è possibile un forte regionalismo solo nelle nazioni (come la Catalunya e l’Euzkadi) che hanno mantenuto il proprio inalienabile patrimonio identitario ed infatti , realisticamente, Baschi e Catalani non pretendono di imporre il “federalismo” a tutta la Spagna ma rivendicano giustamente solo la propria libertà. Le lezioni Elvetica e spagnola, cosi diverse, debbono essere apprese anche tra noi. A 150 anni dalla mattanza militarista e livellatrice del “risorgimento” le disuguaglianze anche istituzionali fra nord e sud restano fortissime si mantengono i privilegi non sempre legittimi delle cosiddette “autonomie speciali”, si rapinano le risorse delle zone produttive per mantenere privilegi e carrozzoni clientelari. I piemontesi subiscono una tassazione ingiustificata e vessatoria. L’identità linguistica e culturale che resiste malgrado tutto nella nostra regione viene umiliata e colpita. L’ambiente e continuamente violentato da una speculazione selvaggia, favorita da un governo succube dei poteri forti, la nostra economia montana e  contadina viene sacrificata a favore dei peggiori affaristi. Pensare di cancellare la realtà disomogenea di un’Italia differente da regione a regione con leggi studiate a tavolino è pura follia o probabilmente, il solito imbroglio di politicanti da strapazzo. Occorre invece che una regione forte e fiera come il nostro Piemonte si riappropri della propria sovranità, torni orgoglioso della sua forte identità, ristabilisca stretti rapporti con le regioni sorelle di Savoia, Nizzardo, e Ponente ligure e rifiuti la logica lombardo centrica che prelude ad un nuovo , subdolo colonialismo speculativo.
Firmato; Roberto Gremmo
Ringraziamo e aderiamo
Marco Giabardo e Francesco Sargentini
Direttivo M.A.V.

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