Jesolo 26-05-2012 intervento del portavoce Marco Giabardo

Buon pomeriggio a tutti i convenuti,

Mi chiamo Marco Giabardo, rappresento e parlo in nome del M.A.V. – Valsesia Indipendente,

A molti questa sigla è sconosciuta, un po’ per il nostro modo restio e diffidente di rapportarci con altre realtà, e un po’ di più grazie al silenzio dei mass media, che annullano tutto ciò che è “politicamente scorretto”.

Nonostante questo l’M.A.V.  compie 32 anni! 32 anni di lotte mirate al territorio, allo sviluppo sostenibile e all’insediamento compatibile! 32 anni per nulla facili, passando attraverso alla prima repubblica, mani pulite, la lega Nord (molti di noi furono abbagliati), il mito europeo e la truffa del bipolarismo.

Prima ho parlato di diffidenza! Questa ha origine da tredici anni di convegni e incontri organizzati come M.A.V.- VALSESIA INDIPENDENTE proprio allo scopo che ci prefiggiamo per queste due giornate ! Obiettivo che è allo stesso tempo di facile intendimento ma di difficile attuazione.

Nei nostri convegni ci siamo scontrati con tutte le peggiori dottrine della politica italiana! Fanatismi, nazionalismi, idealismi obsoleti, capipopolo, sete di potere, ripicche personali, ma soprattutto un modo molto, molto italiano di vedere la libertà altrui! Alcuni punti prima di altri devono essere ben chiari a quest’assemblea!

NON esiste una comunità superiore a un’altra!

NON esiste una comunità più rappresentativa di un’altra!  

NON esistono due tipi di libertà o autodeterminazioni!

O esiste per tutti o niente!

Entrando nel merito di questi punti esposti, riportiamo alla mente un evento di 13 giorni fa, quando una Associazione italiana ha organizzato un squallido raduno in territorio Sud Tirolese, immemore,  (o forse meschinamente memore) di quello che si svolse in quel territorio, proprio  durante la prima guerra mondiale! Il nazionalismo italiano, figlio di padre fascista e di madre socialista e cattolica e con nonni monarchici e massoni, insegna a sventolare falsi vessilli in territori militarmente occupati e simulare patriottismo dove invece dovrebbero provare vergogna.

Sia chiaro a tutti gli indipendentisti!

È con questo tipo di cultura sociale e politica che noi siamo chiamati a batterci!

E per farlo dobbiamo abbandonare i metodi che ci hanno inculcato!

Gli esempi di quello che non si deve fare sono oramai palesi, tentare la dissoluzione di questo paese passando per un’azione politica all’interno del parlamento si è trasformata per coloro che, anche in buonafede, l’hanno praticata, un colossale suicidio politico per gli ideali indipendentisti, un po’ meno per le tasche di chi ha manovrato questi passi. Per questo le nostre azioni, saranno innanzitutto mirate a far riconquistare la dignità di Cittadino Valsesiano alla nostra gente! Attenzione. NOI intendiamo per nostra gente non solo coloro nati in Valsesia MA tutti quelli che decidendo LIBERAMENTE, e non per necessità economica, di vivere e quindi amare il territorio Valsesiano, e perciò s’integrano, portando anche le loro migliori peculiarità, nella socialità e nella tradizione Valsesiana. La storia della nostra comunità (fino all’arrivo delle truppe del regno di Sardegna nel 1848)  non è mai stata studiata nelle nostre scuole , eppure si tratta di un trascorso di 5 secoli che onora la nostra gente, il Trattato di Gozzano del 1275 che sancisce la libertà del popolo Valsesiano, viene sistematicamente negato dalla cultura dominante! Eppure si tratta di un impegno all’altezza del “Patto di Grutli” che nel 1291 (quasi 20 anni dopo) sancisce la nascita della confederazione Elvetica. Punto di riferimento per tutti i popoli liberi!

Viene da se che la lobotomizzazione culturale, messa in opera dai centralisti in questi ultimi due secoli, ha portato all’etnocidio sociale dei nostri popoli, che ora faticano a trovare le loro radici, così come il falso mito dell’unità europea, fondata sugli stati e sul loro potere economico ha fatto sì che questo sia diventato più importante che l’appartenenza stessa ad una comunità .

La battaglia va fatta, prima che sul piano politico, su quello culturale! Proprio partendo da questa realtà, all’interno del nostro movimento è nata una sezione, diretta dal nostro fratello e compagno Francesco Sargentini, dedita solamente allo sviluppo della cultura e tradizione Valsesiana, teorizzata dal ricercatore e Storico Roberto Gremmo, che fu con il compianto Bruno Salvadori, uno dei primi autonomisti Piemontesi, marito di Anna Sartoris prima donna autonomista eletta in un consiglio regionale e più precisamente in Piemonte, anch’essa una delle persone ispiratrici del nostro movimento.

Per quello che riguarda il piano politico, non vi sono molte speranze!

Se v’invitano a giocare a monopoli dovete farlo con le regole del monopoli! La costituzione Italiana è vecchia di 64 anni, redatta da gente che a quell’epoca aveva tra i 50 e i 70 anni, quindi con una mentalità formatasi sicuramente nell’800, in più è stata stimolata da quelli che allora erano i vincitori, nemici giurati di ogni forma di autodeterminazione!

Come possiamo anche solo lontanamente pensare di poter cambiare l’assetto costituzionale passando da una siffatta  costituzione ?

Quando, guardando al passato, al 1943, anche la Carta di Chivasso, di Emile Chanoux e dei partigiani Valdostani, non fu mai presa in considerazione?

La lotta politica è possibile ma non alle loro regole e condizioni!

In questa situazione politica gli unici statuti che possono essere redatti senza ingerenze esterne da dei veri rappresentanti del territorio, sono quelli comunali!

Punto iniziale, con l’auspicabile abolizione di Provincie e Regioni, la rappresentanza Comunale! Ognuno per il territorio di propria competenza e coordinando tra i movimenti azioni e proposte in modo da farne un fine unico!  Per chi, detrattore dei nostri ideali, ci indica come dei visionari o pazzi che vogliono solo innalzare nuovi muri e confini, ricordo che la libera circolazione che era normale prima dell’avvento degli stati moderni, con questi fu ridotta e controllata (il controllo è la base del potere centralista e dittatoriale, il governo Monti ne dà un ottimo esempio)

Mentre la nostra idea di autodeterminazione (ovvero poter decidere e disporre del nostro territorio e delle nostre risorse senza intrusioni da alcunché) non  mette confini pratici ed economici ma al massimo solo delle benefiche linee culturali e linguistiche , quest’ultima  meno problematica grazie all’unica cosa utile che la truffa italiana ci ha donato, una seconda lingua franca, pari per tutte le nostre nazioni!

Le nostre proposte per questo convegno con la speranza che siano accolte dagli altri movimenti sono:

 

1° La creazione di un organo Coordinatore, che abbia l’unico fine di raccogliere proposte vagliarle e diramarle ai movimenti associati.

 

2° Che i movimenti pur liberi e indipendenti nelle loro azioni firmino un patto di alleanza e di reciproca collaborazione e dignità contro l’oppressione centralista di ogni provenienza.

 

3° che uno dei punti chiave degli statuti dei movimenti sia la Sovranità popolare facendo sì che i rappresentanti eletti siano dipendenti dei cittadini non onorevoli al di sopra di ogni regola di vita.

 

4° che la cultura e le tradizioni siano soddisfatte al pari dell’economia e della politica e che queste ultime siano sempre usate con un occhio di riguardo al territorio, che non è un dono dei nostri padri ma è un prestito che dobbiamo restituire intonso ai nostri figli !

 

Émile Chanoux, nel 1944 coniò questa frase;

Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole.

Sono fatti per illuminare il mondo;

in generale non sono grandi popoli, per numero.

Ma perché portano in essi la verità e il futuro.

Questo dovrebbe essere inciso nei nostri cuori!

Viva l’indipendentismo, Viva la libertà,

VALSESIA LIBERA E INDIPENDENTE!