Archive for febbraio, 2012

Libertà di parola è dare voce anche agli ignoranti !

Feb 11, 2012 Posted Under: Notizie in rete

Riportiamo il dotto articolo del Signor Sizzi (di cui evitiamo di parlare per non dargli più pubblicità di quello che merita) a futura memoria dei nostri simpatizzanti e di tutti coloro che amano essere liberi e non in nazistiche visioni territoriali !

Mav & co.

Di Paolo Sizzi

Nel territorio lombardo, oltre alle solite patacche della Lega già citate in precedenza, vi sono altri bislacchi soggetti “politico-culturali” nati dalle manie di protagonismo dei loro fondatori più che da sincere esigenze identitarie (a che diavolo serve disperdere in mille rivoli le vere forze identitarie, del resto?).

Mi riferisco a roba tipo Piemonte Stato, Nazione Emilia, Identità Oltrepò, ma soprattutto al Mav, il Movimento Autonomista Valsesiano.

Sì avete letto bene, un po’ come se il sottoscritto si inventasse un partito per l’indipendenza della Val di Scalve.

Questo Mav è un soggetto reso ancor più pittoresco da chi lo pilota attualmente che è un cinquantenne tracagnotto di origini trevigiane, un personaggio tutto suo nomato Marco Giabardo.

Questo tale, ex leghista oggi feroce anti-leghista come praticamente tutti i capetti delle varie leghette, è un arruffone anarco-comunistoide con spiccate simpatie wicca che pretende l’autonomia, se non l’indipendenza, della valletta in cui i suoi sono immigrati, che conta 32.000 abitanti residenti su di un territorio montuoso di 763 kmq.

Oltre ai Valsesiani vi sono anche alcune comunità di Walser, presenti anche nell’Ossola, che sommati ad essi e a quelli valdostani sono 3.400.

Giabardo si sente una sorta di dux della Valsesia, pur non essendo autoctono, e osa dire che la Valsesia è solo valsesiana; se tutti ragionassimo come quello la Lombardia si scomporrebbe in centinaia di francobolli impazziti.

No caro Marco, la Valsesia sicuramente non è piemontese perché come Vercelli e Biella appartiene alla Lombardia Centrale, ma non è valsesiana e basta, è lombarda e basta, casomai.

La Valsesia non è Insubria ma grazie alla sua posizione geografica è Lombardia Centrale assieme alla cosiddetta Insubria e quindi il Mav non avrebbe ragione di esistere per come è organizzato perché movimento atto a confondere le idee ai poveri Valsesiani che non sono altro che Lombardi, senza tanti giri di parole. Se proprio ci tengono, i suoi iscritti lo tramutino in un’associazione culturale che se ne stia buona buona, senza più sparate fantapolitiche del tipo Canton Valsesia annesso alla CH.

I Walser non sono lombardi, sono alemannici, e dunque la loro Identità amica va tutelata perché non sono allogeni o immigrati molesti ma se smaniano stati negli stati gli conviene tornare da dove sono venuti, ossia nel Vallese che poi è Svevo-Alemannia come tutta quanta la vera Svizzera.

Lo stesso dicasi per le altre minoranze amiche presenti sul Suolo lombardo come Franco-Provenzali, Occitani, Liguri. La Patria ce l’hanno; non gli sta bene la Lombardia? Se ne tornino nella Terra dei loro Padri.

Noi pensiamo che l’esistenza di soggetti come il Mav, per come è delineata, sia deleteria, in quanto campanilista e personalista, ma anche modernista e progressista.

Il Mav come Domà Nunch del reverendo Lino, ehm, Lorenzo Banfi, e tutti gli altri partitini e partitelli pseudo-legaioli non parla di Sangue e Suolo (altrimenti Giabardo che ci azzeccherebbe? come direbbe Di Pietro) ma fumosamente di anima, di spirito, di cultura, di mentalità valsesiani, come se bastasse rispettare il territorio e parlare un dialetto, il valsesiano, per essere Valsesiani. Così facendo si avallano le parole dei Fini e dei Napolitano che benedicono le generazioni Barwah-Balotelli.

Siamo seri e smettiamola di scherzare per cortesia.

La Valsesia è Lombardia e basta. Non è Piemonte, non è Padania, non è Insubria, non è un cantone svizzero, non è nulla di tutto questo, è solo Lombardia e in quanto tale deve aderire al Lombardesimo e battersi per una Lombardia unita, lombarda e libera.

Il valsesiano inoltre è un dialetto di transizione tra lombardo centrale e lombardo occidentale, non è una lingua.

Finiamola col campanilismo e con le manie di protagonismo di tribuni nemmeno del posto altrimenti i nostri nemici continueranno a ghignare mentre noialtri ci scanniamo per il campanile o per le beghe da Don Camillo e Peppone.

Secondo l’MNL, la Valsesia appartiene alla Lombardia Centrale, al Canton Novara (Ambronia), distretto di Varallo.

E pensiamo proprio di essere un po’ più seri e concreti nei nostri propositi delle rivendicazioni di certi personaggi veneti prestati alle cause alpine.

Valsesia libera sì, ma all’interno della Nazione Lombarda, inquadrata nel Canton Novara, e senza più folclorismo dal sapore padanista in mezzo ai piedi.

http://illombardista.wordpress.com/2012/02/08/mav-co/


“tipica espressione mediatica del mentecatto in questione”

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DOMA’ NUNCH E M.A.V.: DALLA VALSESIA PER CAMBIARE LE COSE.

Feb 07, 2012 Posted Under: Comunicati Stampa

DOMA’ NUNCH E M.A.V.: DALLA VALSESIA PER CAMBIARE LE COSE.

Nel mese di gennaio si è tenuto a Varallo, capoluogo della Valsesia, un incontro esplorativo tra Domà Nunch e il Movimento Automista Valsesiano – Valsesia ‘Ndipendent. Presenti, per gli econazionalisti insubri, il presidente Rev. Lorenzo Banfi e, per gli autonomisti Valsesiani, il segretario Marco Giabardo, oltre ad altri esponenti di entrambi le formazioni. In un clima cordiale e disteso sono stati affrontati i nodi principali dell’attuale situazione politica italiana e la possibilità di una collaborazione tra i due movimenti. Marco Giabardo, ricordando l’appartenenza storica della Valsesia all’Insubria e al Ducato di Milano, ha sottolineato l’urgenza di una ricollocazione dell’autonomismo a livello ideologico, sfrondandolo dal passatismo nostalgico e salvandolo dall’involuzione cui è fatalmente destinato nell’ambito politico italiano «se non si sperimenteranno nuove vie per riaffermare la sovranità della nostra gente. Per questo motivo, e per le rassicurazioni forniteci dai dirigenti di D.N., relativamente alla funzione del M.A.V. in una possibile alleanza, auspico un sempre maggiore affiatamento tra i nostri movimenti, anche se questo dovrà comportare un chiarimento al nostro interno sui legami col Piemonte. Sono comunque fiducioso che alla fine potrà prevalere una linea, quella insubrista, che affonda le sue radici nella nostra storia.» Soddisfatto il Rev. Banfi: «La Valsesia, durante la sua permanenza nel Ducato, è stato un chiaro esempio di autonomismo ante litteram. Noi vogliamo un’Insubria che rispetti le identità e le aspirazioni delle genti che la compongono. Il mio legame con queste valli, poi, è anche personale, e posso dire che le porto sempre nel cuore. La sintonia con il M.A.V. c’è, e sono sicuro che potremo percorrere insieme molta strada. È necessario unirsi contro tutti i nemici che non vorrebbero mai vedere libera la nostra Nazione: siano essi esterni o interni. Adesso, al lavoro! »

Alegru!

> In Insubre <

DOMA’ NUNCH E M.A.V.: DA LA VALSESIA PER CAMBIÁ I RÒBB.

In del mes de Genàr s’è tegnuu a Varall, capital de la Valsesia, on inconter esplorativ intra Domà Nunch, e el Moviment Autònomista Valsesian – Valsesia ‘Ndipendent. Present, per i econazionalista insuber, el president Rev. Lorenz Banfi e, per i autonomista Valsesian, el secretari March Giabard, oltra a alter esponent de tutt dò i formazion. In d’on clima cordial e distes s’hinn frontaa i gropp principai de l’attual situazion politica italiana e la possibilità de ona collaborazion intra i duu moviment. El March Giabard, in del regordà l’appartenenza de la Valsesia a l’Insubria e al Ducaa de Milan, l’ha sottolineaa l’urgenza de ona ricollocazion de l’autonomismo a livell ideològich, sfrascandol dal passatismo nostalgich e salvandol da l’involuzion che’l gh’è destinaa fatalment in del loeugh politich italian «se se sperimentarann minga di noeuv strad per tornà a affermà la sovranità de la nòstra gent. Per sto motiv, e per i sicurazion che n’hann daa i dirigent de DN in su la funzion del MAV in d’ona possibil alleanza, me auguri on semper maggior accòrd intra i nòster moviment, anca se quest el doarà portà a on s’ciariment al nòster interno in sui ligamm cont el Piemont. Ad ògni mòdo son fiducios che a la fin podarà prevarè ona linea, quella insubrista, che la fonda i so radìs in de la nòstra stòria.» Sodisfaa el Rev Banfi: « La Valsesia, quand l’era part del Ducaa, l’è stada on ciar esempi de autonomismo ante litteram. Nun voeurom on’Insubria che la rispetta i identità e i aspirazion di gent che la formen. El mè ligamm con sti vall, poeu, l’è anca personal, e pòdi dì che ie pòrti semper in del coeur. La sintonia cont el MAV la gh’è, e son sicur che podaremm fa tanta strada insema. Bisògna giontass contra tucc i nemìs che mai vorarien vedè libera la nòstra Nazion: che sien dedenter ò defoeura. Adess, sòtta! »

Alegru!

Movimento Autonomista Valsesiano - Valsesia Indipendente

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